Dionaea al profumo di tiglio.

Questa storia l’ho già scritta e raccontanta tante volte, probabilmente perchè ogni anno passa da qui il suo spirito guida, che bussa e si fa sentire, quasi fosse per il timore di non veder rispettato un appuntamento di irrinunciabile richiamo. Mi riferisco alla fioritura dei tigli, che tocca la fine di maggio e la prima quindicina di giugno quando, spesso, l’aria tiepida dell’inizio estate si sposa con l’umidità del temporale prepotente che lascia subito spazio a squarci di profondo azzurro cobalto, macchiato dal candore puro di nuvole perfette.

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Dionaea (e non solo) in spugna: prove di coltivazione in substrato alternativo (parte seconda).

Sono trascorsi due mesi (due mesi? Sì, sì, sono già trascorsi due mesi!) dalle riflessioni scritte in merito alla coltivazione in substrato alternativo (spugna e fiocchi di spugna -o resina espansa-) per Dionaea muscipula, per ottimizzare il rapporto tra umidità/freschezza radicale, unitamente all’esposizione solare intensa alla quale viene esposta, ma anche al calore intenso dell’estate incipiente, al fine di proteggere le piante e permettere loro una crescita continuata, rigogliosa, forte e senza pause, fino ad autunno inoltrato.

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Drosera, tu che ti illumini e mi catturi l’anima!

Drosera. Vastissimo genere di piante carnivore, tra i più eterogenei (se non il più) di questo mondo di vegetali cacciatori di insetti. Senza dubbio, un gruppo così tanto vasto da potersi vantare di aver colonizzato, attraverso efficacissimi adattamenti, tutto il nostro pianeta non solo dal punto di vista territoriale, ma anche da quello della moltitudine di habitat conquistati: a parte i poli, le drosere si trovano ovunque!

(Drosera rotundifolia)

Dall’ambiente desertico sabbioso dell’Australia del centro-nord, alle paludi nord-americane; dai Tepui venezuelani, alle fresche colline neo-zelandesi; dalle torbiere europee, alle foreste africane. E via così, i biotopi colonizzati sono innumerevoli! Compito arduo poterli citare tutti.

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All’ombra della Wacca.

Maggio, maggiolino, maggiolone, ogni tuo giorno azzurro è per me un regalone! Fiori di campo m’avvolgono, mentre ne nascono nuovi d’attorno, ed attorno a tutto, con tutto l’attorno che è come un unico fiore.

Questa cornice estatica, satura la terra e l’aria dei campi e del bosco, verdi brillanti, mentre proteggono “la casa di vetro delle piante carnivore” al cui interno, complici maggior tepore ed umidità alle stelle, le crescite ribollono incontenibili, a ritmi vertiginosi e quasi arroganti!

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Il cuore della primavera.

E poi siamo all’inizio del cuore della primavera, quando verso sera sale un profumo nell’aria che è un mischione di terra umida, di linfa d’erba, di fiori del lillà avvolto a quello del biancospino, portati sulla giostra dalle brezze, talvolta frizzanti, dopo un temporale che lascia squarci di profondo cielo blu, trafitto dall’abbaglio di nubi mai tanto bianche quanto ora, appunto, sul bordo del cuore della primavera.

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