Dionaea (e non solo) in spugna: prove di substrato alternativo (Parte prima).

Dionea è la pianta più adatta per chi vuole iniziare a coltivare le carnivore? Vero e non vero. E’ vero perchè nessuna, meglio di lei, può rappresentare i “vegetali cacciatori” in virtù, soprattutto, del suo aspetto esteriore: foglia dotata di bocca che si chiude per mangiare, in conseguenza di uno stimolo esterno. Sconvolgente ed elettrizzante. Iniziare con il massimo dei massimi!

Però è anche non vero, perchè Dionaea muscipula in una scala di difficoltà da 0 a 5, si trova a 3. Le indicazioni pratiche in merito alla sua corretta coltivazione, tendono sovente a semplificazioni troppo generiche che, nel tempo, inducono alla sofferenza della pianta, che può portarla fino ad un deperimento fatale. In sintesi: torba-perlite il mix, acqua demineralizzata sotto. Sole diretto. Questo è il concetto che passa sulla maggior parte delle fonti bibliografiche , prevalentemente di origine inglese, ossia clima fresco ed umido quasi sempre… Ed è ciò che abbiamo tutti applicato, per tanti anni qui, in Italia. Nella torrida estate italiana.

“One of most wonderful plant in the world” – Charles Darwin

Meravigliosa Dionaea muscipula (V014, dal 1991 -vedi Piante in coltivazione).

Applicando i dettami coltivativi di cui sopra, la primavera è un periodo durante il quale Dionea brillantemente produce rigogliose crescite e belle trappole, ma durante la torrida estate italiana la tendenza è quella di una riduzione, repentina, di nuove foglie fino ad un infossamento nel terreno per cercare fresco, unitamente al disseccamento di quasi tutto l’apparato fogliare presente, che diventa nero. Insomma, un disastro! Il primo intervento possibile, in questi casi, è spostare la pianta in una posizione più ombreggiata e meno calda: in natura (data anche la sua morfologia e dimensione) vive “tra e sotto” le foglie di erbe fini o piante più alte, che schermano l’intensità dei forti raggi del sole e mantengono il tasso di umidità alto attorno alle foglie della Dionea. Non è difficile notare quanto, in coltivazione, stiano meglio (rispetto a quelle nei vasetti dedicati e con una singola pianta) le dionee quando, per esempio, si trovano nello stesso vaso di una Sarracenia, magari grande da farle ombra, magari profondo il vaso da offrirle torba fresca negli strati sottostanti. Già, perchè non bisogna dimenticare un altro fattore: la temperatura dell’acqua. Nell’ambiente naturale è sempre fresca, tra i 20°C ed i 28°C come massimo, ma in coltivazione (sempre stagnante) può superare i 30-34-36° C in estate! Ciò è un ulteriore elemento pericoloso, di notevole incidenza: ciò aumenta la vitalità dei batteri decompositori presenti nella torba, mettendo in circolo sostanze azotate potenzialmente letali.

Per anni, per tante stagioni, ho trovato una buona soluzione con l’utilizzo di vaschette di polistirolo, bianche, come sottovaso ed ho utilizzato, come vasetti per la Dionea, bicchieri anch’essi di polistirolo: isolamento termico massimo. Come substrato, ho provato di tutto: dalla classica miscela torba-perlite, alla sabbia pura, fino addirittura alla pietra pomice. Alla fine ho capito che, alle mie condizioni, il miglior prodotto è lo sfagno disidratato che ha il grande pregio di avere tutte le qualità di “freschezza ed umidità” dello sfagno vivo, ma non crescendo non soffoca la pianta, non la copre. Il solo “difetto”, è di essere “organico” e quindi deperibile nel tempo (con le alte temperature estive, il tempo di deperimento si fa più rapido). I risultati sono soddisfacenti.

Durante i periodi di massima calura estiva, ho applicato una ombreggiatura al 30%: in queste condizioni, la stagione scorre senza “infossamenti” o foglie nere anche nelle estati più bollenti.

Tuttavia, dalla metà della scorsa estate ho iniziato, con qualche esemplare sofferente, a mettere insieme un pochino di considerazioni e provato ad “inventarmi” una soluzione, tutta ancora da testare e da monitorare da qui ad ottobre (perciò, seguiranno aggiornamenti).

Mi sono detto: bene il polistirolo, bene il bicchierino. Da migliorare “l’aspetto sfagno”, perchè marcisce.

Quale materiale potrebbe avere le caratteristiche dello sfagno, ma che non marcisce rimanendo a lungo in acqua?…ma certo, è lampante! La spugna! La spugna sintetica! Infatti lo sfagno è in pratica una spugna, ma vegetale! Accipicchia! Se provassi a coltivare Dionea nella spugna, si troverebbe come nello sfagno ma senza il problema della marcescenza!

Mi sono procurato comunissime spugne multiuso e piccolissimi frammenti di minuscole piantine di Dionea (erano davvero puntini) sistemato il tutto dentro al vasetto-bicchierino di polistirolo ed ecco il risultato dopo 8 mesi:

Il risultato, fino ad ora, è incoraggiante. Piante perfette, pulite, senza alcun segno di patimento.

Un miglioramento ulteriore, non solo dal punto di vista estetico, l’ho ottenuto quando ho reperito “fiocchi di resina espansa“, utilizzati per l’imbottitura dei cuscini:

Questi sì che imitano perfettamente lo sfagno! Non certo nei colori, ma nella consistenza sì!

Così, ho preparato nuovi vasetti, con molte piante da testare:

Queste piante sono state alloggiate così circa un mese e mezzo/due fa. Con i primi tepori primaverili si stanno muovendo e pare che gradiscano molto questa pratica! Qui utilizzo, in alcune, vasi esterni di plastica per matenere il livello idrico altissimo, ma non cambia la sostanza della prova, che ho “allargato” anche a Pinguicola, con eccellenti risultati:

La soddisfazione non ha piena completezza perchè per esserlo devo far trascorrere tutta la stagione, con la torrida estate che ci attende. Tuttavia, sono contento della sana condizione che le piante dimostrano dopo diversi mesi e della crescita rigogliosa partita con la primavera.

Mi mantengo cautamente ottimista e, se dovesse andar bene, sarei contento nell’aver offerto “qualcosa di diverso e di mio” nell’aiutare Dionea a star bene , pur lontana dalle sue tiepide, dorate e sacre zolle. (Fine Parte Prima)

by Andrea Amici (le piante e le immagini sono dell’autore)

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2 risposte a “Dionaea (e non solo) in spugna: prove di substrato alternativo (Parte prima).”

  1. Ciao Andrea complimenti. Sto provando anche io il substrato di spugna. Ho fatto la spugna a pezzetti in un bicchiere di plastica ed ho inserito la Dionea. Volevo chiederti se ho sbagliato oppure dovevo mette la spugna a panino come hai fatto tu? E poi la spugna deve essere solo umida oppure devo riempire tutto il bicchiere d’acqua? Grazie.

    1. Ciao Alessio! Grazie per i tuoi complimenti, mi fanno piacere.
      Hai anticipato, davvero di pochi giorni, l’argomento del prossimo articolo! Quindi, la “parte 2” della storia, dell’esperienza: si vede come le dionee in spugna stiano molto bene sia nel “panino” che nei fiocchi. Con una leggere propensione per questi ultimi, perchè presentano una migliore possibilità di crescita alla pianta, non creando alcun ostacolo alla crescita (il “panino”, per esempio, fa crescere la pianta dentro allo spazio tra una spugna e l’altra, mentre i fiocchi offrono possibilità di crescita in ogni direzione possibile) e riproducendo quanto più fedelmente possibile un susbtrato di sfagno o torba, ma in maniera artificiale e quini non deperibile! Se avrai voglia, tra qualche giorno mostrerò proprio questi passaggi! Grazie davvero. A presto!

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