Breve recensione su una grossa e grassa Sarracenia purpurea.

Ho un debole più volte dichiarato per la specie “purpurea” e tutte le sue sottospecie, varietà, forme, cloni. Probabilmente perchè è stata la primissima Sarracenia che ho potuto coltivare (credo che sia stata anche la prima incontrata dal vero, metà anni ’80) e quella che ho visto su un libro di Natura per ragazzi…

(immagine tratta da QUI)

Già, le tra “maestre” del mio percorso: Dionaea, Drosera rotundifolia e Sarracenia purpurea.

Lascio a futuri racconti alcuni aneddoti buffi sulla coltivazione di queste creature agli albori delle mie pratiche, perchè nello snocciolare tante cosucce ci sarà da ridere, e mi concentro su un esemplare che voglio presentare adesso, perchè ritengo che abbia i tratti dell’unicità o, almeno, della rarità!

Premetto, prima di immagini e qualche parola, un ringraziamento a chi mi ha offerto in dono questa pianta, cioè Marco Piccolo, bravo e preciso coltivatore piemontese che durante un meeting a Pratolino di pochi anni fa, mi dice: ” Andrea, dato che sei appassionato di “purpuree” ti voglio portare la prossima volta un clone gigante, guarda, davvero grosso! Fa ascidioni cicciuti e lunghi! E’ davvero più grande della media”. “Accidenti, grazie, portamela!”, dico io.

Passa un pochino di tempo. Ci incontriamo nuovamente ad un meeting AIPC. “Ho la purpurea gigante per te, è in macchina te la dò dopo!”, fa Marco. “Olè, grande! Grazie ancora”, felicissimo io. Com’è, come non è, il meeting finisce e come sempre capita in questi casi “la prendo dopo, la prendo dopo”, io parto senza ritirare la pianta. Marco, con una ulteriore gentilezza, la lascia ad Edoardo Mengato, sicuro che sia in buone mani e che con Edo magari mi sarei rivisto prima piuttosto che con lui.

Così è andata, in effetti.

Ancora un meeting. Arriva Edoardo: “Andrea, ho la pianta per te che mi aveva lasciato Marco l’altra volta!”. “Ok, ma dov’è? E’ grossa?”, faccio io. “Accidenti”, dice, “è gigante! E’ in furgone, la vado a prendere subito altrimenti te la scordi ancora”.

Va e torna con la “bestiaccia” in mano…

(immagine di ieri, 9 aprile 2020. Ancora nel vaso originale, diametro 14 cm)

Sbammm!! Ma è stupenda! Non ci sono tante parole quando si incontrano “mostri” del genere, anche perchè la prima cosa che viene da fare, è mettersi le mani davanti alla bocca in spontaneo segno di sconfinata meraviglia!

Ad osservarla, credo di vedere i tratti di entrambe le sottospecie, purpurea e venosa. Con buona probabilità si tratta di un ibrido tra esse.

La dimensione ha preso le caratteristiche di entrambe: trappole lunghe come la purpurea e grosse come la venosa. Finemente vellutate. Rosso scuro quasi completamente, solo la parte alta dell’opercolo rimane più chiara, rosata. La consistenza è coriacea, quasi fossero di cartone.

In pieno sviluppo, gli ascidii superano i 20 cm e la pancia larga conferisce all’intera trappola notevole imponenza.

La colorazione è un altro fattore di meraviglia.

In pieno inverno, quando le escursioni aumentano l’intensità, il rosso arriva ad essere così profondo e scuro da diventare bordeaux e bluastro.

Ora, sta iniziando la seconda stagione intera con me. Ancora nel vaso originale preparato da Marco, dove sta benissimo.

Data la stazza, questa Sarraceniona purpureona occupa più spazio di qualunque altra sua compagna, in serra. Ma se l’è preso con prepotenza, non c’era altra strada. Ma no, ma poi prepotenza di che?

A guardarla con il sole che trafigge una foglia nuova e la accende di brillante luce primaverile, non c’è alcuna prepotenza nei suoi tessuti, vedo solo pura energia.

E l’imbattibile forza dell’unicità!

(by Andrea Amici, immagini e piante sono dell’autore)

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