Sarracenia flava cv. ‘Flavona’ (storia di un gigante)

Questa straordinaria creatura vegetale, sta suscitando moltissima curiosità ed interesse soprattutto grazie alla diffusione attraverso il mio profilo Instagram, che ne ha permesso la rapida conoscenza a livello mondiale. Sono tantissime le manifestazioni di stupore e meraviglia che ricevo, in forma scritta o con messaggi vocali, attraverso il servizio di messaggistica! Mi fanno molto piacere, sono contento di riuscire a suscitare emozioni anche “da lontano”: il mio approccio divulgativo trova appagamento e soddisfazione nel riscontrare, orgogliosamente, quanto forte possa essere l’impatto visivo (seppur virtuale) con questo gigante del genere “Sarracenia

In realtà, coltivo questa pianta dal lontano 1996 e soltanto nel 2018 ho optato per la sua registrazione ufficiale. Quella che sto per pubblicare, è la descrizione che ho spedito all’organo competente (International Carnivorous Plant Society) ai fini dell’assegnazione del suo nome, con tanto di origini e percorso. Mi fa piacere poterla pubblicare anche su queste mie pagine, tanto intime quanto pubbliche, così come lo è il mio rapporto con questa meravigliosa pianta: la convivenza quotidiana e le cure (da 25 anni a questa parte) e la diffusione della sua conoscenza, in tutto il mondo.

DESCRIZIONE DI SARRACENIA “FLAVONA”

Coltivo questa Sarracenia dall’agosto del 1996, dopo aver ricevuto una piccola divisione di rizoma da un giardiniere dell’Orto Botanico di Ginevra (Svizzera), in regalo.

Ero in visita al giardino, quando mi sono meravigliato della grandezza di quella pianta in coltivazione all’interno di una serra. Un curatore gentile e generoso, vedendomi tanto affascinato e colpito, ha staccato un pezzetto del grande rizoma e me lo ha regalato.

Così, ho il piacere e l’onore di coltivare questo esemplare da quel giorno, l’ho cresciuta con grande successo e la pianta é sempre stata molto vigorosa nello sviluppo. L’ho divisa molte volte ed é largamente diffusa tra i vari coltivatori ed appassionati di Italia e d’Europa.

E’ nominata, anche, come “F199 Mike King“, mio amico e sublime coltivatore inglese, conosciuto in tutto il mondo. Mike ha ricevuto una divisione da me nel 2004.

Le caratteristiche morfologiche e cromatiche delle sue foglie sono tipiche della specie “Sarracenia flava“, probabilmente é un ibrido tra “var. ornata” e “var. rugelii”, introgresse tra esse, ma non posso sapere se é naturale o fatto dalla mano dell’uomo perché non conosco la sua storia prima del 1996.

Le trappole maggiori crescono tra fine marzo e metà maggio, appena dopo i boccioli. Durante la stagione più calda sono i tipici “phyllodia” a crescere. Verso la metà e la fine dell’estate si sviluppano nuove trappole, più piccole delle primaverili e con maggiori venature sul collo e sotto al cappello.

La gola é fortemente macchiata di rosso, mentre sotto al cappello sono disegnate delle venature rosso scuro che appaiono più finemente anche sul corpo della foglia a tubo, maggiormente verso la parte alta, di colore verde chiaro in primavera per diventare giallo pallido della piena estate, in condizioni di forte luminosità.

I fiori sono tipici del genere “Sarracenia flava”, gialli, con steli alti tra 60 e 70 cm.

LA NOTE DI COLTIVAZIONE ED OSSERVAZIONI

Da tre anni, la coltivo in una ciotola rotonda, profonda 25 cm e con un diametro di 80, che riempie ormai per intero con un solo, unico, rizoma che ha moltissimi ed indefinibili punti di crescita.

Ha sempre avuto, nel corso degli anni con me, delle dimensioni imponenti, con altezze medie degli ascidi più grandi tra 70 ed 80 cm, con aperture tra 9 e 12 cm. Notevole!

Quest’anno, però, é veramente impressionante: le sue dimensioni e proporzioni complessive sono oltre ogni aspettativa ed ogni altra annata!

Ecco la sorpresa: nella primavera del 2018, ha sviluppato cinquanta, sessanta trappole circa, moltissime delle quali alte oltre 80 cm, le più alte si sono sviluppate fino a 95 cm e larghe 11-12 cm!!!! Incredibile e meravigliosa! Poderosa! Un colosso!

I cappelli delle trappole, misurati da sopra, arrivano fino a 15-16 cm di diametro! Larghi quasi come una mano aperta. Ho capito fin dai primi germogli in aprile che sarebbero state grosse trappole, in quanto le basi di alcuni sono di quasi 1 cm. Uno spettacolo puro!

Questa fantastica e perfetta proporzione tra la larghezza dell’imboccatura e l’altezza di tutta la trappola é il vero segreto dell’attrazione fatale di questo esemplare, un vero mostro di pianta, un gigante vegetale di grande magnetismo e fascino.

CONCLUSIONI

Personalmente, nonostante in 35 anni di coltivazione abbia visto e coltivato tante Sarracenia e visitato collezioni varie, non riesco a ricordare una pianta così capace di colpire al cuore ogni appassionato del genere ogni volta la riesca incontrare da vicino.

Per questa ragione ho deciso di registrarla ufficialmente, al fine di rendere omaggio e rendere unico questo esemplare di “Sarracenia flava” in coltivazione.

Mi ripeto, crescerla nella mia serra dal 1996 é un piacere ed un onore per me, ancora grato all’Orto Botanico di Ginevra per il dono di tanti anni fa ed anche grato a “Flavona” per lo stupore che mi ha saputo regalare in questi anni.

Naturalmente, l’epiteto “Flavona” é il superlativo italiano di “flava”, al fine di descrivere in una sola parola il gigantismo delle sue proporzioni.

Per avere la certezza di mantenerne inalterate le caratteristiche, la moltiplicazione si effettua per divisione del rizoma.

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(by Andrea Amici. Testo, immagini e piante fotografate sono dell’autore)

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Sui Cephalotus giganti, parte prima.

Dionaea muscipula, one of most beautiful plants in the world”, l’eterno ed inopinabile pensiero di un, appunto, eterno ed inopinabile naturalista come Charles Darwin.

Una Regina, che rimane al centro del mio cuore e del mio regno, come un imprescindibile pulsione d’energia vitale ed imperscrutabile “mistero del mistero” di questo amore senza se e senza ma.

Nel mio ordinamento gerarchico di questo formidabile gioco tra fantastiche creature vegetali carnivore, accanto alla Regina, si trova una altrettanto incredibile pianta, che pare il frutto di una perversa punizione divina, oppure di un celestiale premio non so, ecco, sì: un incontro improbabile tra penitenza e ricompensa, come risultato di un paradosso naturale, di una contraddizione, di una (quasi) svista degli Angeli.

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